Le Automotrici

di Lorenzo Ciano

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Le automotrici vennero inizialmente progettate e realizzate soprattutto per risolvere una serie di problemi che affliggevano l'esercizio delle linee secondarie. La eccessiva lentezza della  trazione a vapore, sulle   tratte  acclive, tortuose,  con molte fermate e con modesto traffico passeggeri, rendevano il costo della gestione del trasporto  molto oneroso.

Nell’anno 1924 una delegazione di funzionari delle FS, in occasione di un congresso ferroviario tenutosi  a Berlino, si interessò ad  un nuovo mezzo di trasporto: erano le automotrici  costruite dalla Deutsche  Werke  Kiel .  Si trattava di un rotabile a carrelli mosso da un motore Mercedes-Benz a 6 cilindri, alimentato a benzolo ( nafta leggera ) con trasmissione composta da frizione e cambio meccanico a ingranaggi. La ditta Romeo di Milano nello stesso anno ottenne la licenza di costruzione;  le FS ritennero interessante sperimentare questo nuovo mezzo di trasporto ed ordinarono quattro di queste automotrici .

Negli anni che seguirono , alle successive commesse i Tecnici delle FS  fecero apportare  varie modifiche fin quando, nel  1934 venne dato l’incarico, alla Breda e alla Fiat, di provare su 20 unita, i propulsori Diesel e di portare a 56 la  capienza dei posti a sedere( ALn 56). La risposta in termine di resa globale di queste automotrici, fu talmente positiva che venne abbandonata definitivamente la produzione di quelle a benzina. Tra il 1935 e il 1938 le FS ordinano una prima serie di 512 automotrici Diesel di questo tipo, 332 delle quali atte al comando multiplo (ALn 556 il raddoppio del "5" iniziale sta ad indicare il comando multiplo, cioè la possibilità di pilotare due unità da un'unica cabina).  

Successivamente  fu assegnata alla Breda una 2° serie di  ALn 556, per un totale di 220 unità. I pregi dell e Breda erano l’estetica e il confort molto curati.  La vita utile di queste famose automotrici, furono legate soprattutto all’Italia centromeridionale, e dalle ottime officine di Fabriano e di Benevento che ne curarono in gran parte la manutenzione. Questi mezzi di trazione , furono e sono tutt’ora  catalogati dalle FS come AL  dal significato di Automatrice Leggera , seguito da una b, da una n o da una e;  se trattasi di propulsione a benzina, nafta o elettrica.      

Perché allora questo mezzo storico del trasporto ferroviario di qualunque scartamento e di diversa  società di trasporto di questo genere,  viene ancora  riconosciuto da tutti gli Italiani solo con il nome di Littorina?

Questo neologismo, è probabile sia derivato dall’apposizione sul muso delle automotrici di un fascio littorio, messo come  simbolo  del potere fascista e dalla fantasia di un giornalista che lo usò in un articolo quando il Duce Benito Mussolini viaggiò a bordo di alcune FIAT Alb.48 , 18 ottobre 1932 , per il discorso inaugurativo  della città di Littoria (oggi Latina) nata su di un’area bonificata dell’Agro Pontino ed orgoglio della propaganda fascista. Al Senatore Agnelli l’articolo del giornalista  piacque molto e la FIAT lo adotto per  le sue “nuove” automotrici. “Littorina”diventa così termine d’uso comune e, sfidando il tempo oggi ancora così, vengono definite le Automotrici leggere. Nonostante la popolarità, questo termine non è mai stato ufficializzato dalle FS.  

Di seguito, per celebrare questo così caratteristico mezzo di trasporto ferroviario, che è certamente presente tra i ricordi più cari di tanti non più giovani, troverete una foto-storia della Littorina.

GALLERIA IMMAGINI

Fiat Aln 556

Fiat Breda Aln 556

Littorina Aln 556 Fiat all'arrivo nella stazione di Paola

 

 

La littorina - Di Gianfranco Oliva
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La Littorina

Tratto da collegamento a http://retours.eu/en/21-la-littorina/#

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