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Le informazioni vogliono pubblicizzare l'attivita' ferroamatoriale dei Musei e delle singole Associazioni sparse nel Territorio Nazionale

Museo Ferroviario di Pietrarsa

Museo Ferroviario di Pietrarsa

Il Museo si trova accanto alla prima linea ferroviaria inaugurata in Italia nel 1839, la Napoli-Portici, e si trova all'interno dell'antico opificio, acquisito all'epoca del Regno delle Due Sicilie per volere del re Ferdinando II di Borbone. In questa struttura, che fu chiamata Reale Opificio di Meccanico e Pirotecnico, furono costruite non solo le prime locomotive, ma anche opere pirotecniche per uso bellico, costruzioni per la Marina, tra macchine a vapore e strumenti, oltre a opere d'arte. Alcuni esemplari di questa produzione artistica costutuiscono opere di pregio, come i candelabri posti sulla scalinata principale di Palazzo Reale a Napoli e la colossale statua in ghisa che troviamo all'ingresso, raffigurante Ferdinando II mentre dispone la fondazione dell'Opificio. Si tratta di una delle più imponenti rappresentazioni realizzate con questo materiale in Italia. L'Opificio all'epoca costituiva un motivo di vanto, oltre che per essere stata la prima officina meccanica del paese, per la sua imponenza, tanto che fu visitato da illustri personaggi come lo Zar Nicola I di Russia e Papa Pio IX. Questo aspetto dell'edificio museale risulta evidente quando visitiamo il padiglione dei modelli, anticamente sezione torneria, dove possiamo vedere plastici sia statici sia in movimento, come quello che rappresenta il sistema della terza rotaia della tratta Milano-Varese Porto Ceresio. All'interno del Padiglione Locomotive si trovano una serie di 4 esemplari trifase e 24 esemplari a vapore, tra le quali va menzionata la copia tuttora funzionante della locomotiva Bayard, la prima a circolare sulla linea ferroviaria Napoli-Portici, la locomotiva 740.115, che trasportò il corpo del Milite Ignoto, la 477.011 di origine austriaca e requisita dall'esercito italiano, due locomotive che si valgono di brevetti italiani storici, ovvero la 741.137 dotata di preriscaldatore Franco Crosti e la 744.118, munita di distributore Caprotti. In Mostra è esposto anche un esemplare di elettromotrice Ale 792.004. Vale la pena soffermarsi sul pregio del Salone del treno reale, il cui soffitto in stile liberty è decorato in oro zecchino e blu e in cui è conservato un preziosissimo tavolo da pranzo per 26 convitati, realizzato con un unico pezzo di mogano. Nel Museo sono esposte inoltre molti apparecchi e macchine, compresa la serie notevole dei magli.

Museo Ferroviario di Trieste C.M.

Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio

Nel 1975  nacque, nell'ambito del Dopolavoro Ferroviario di Trieste, la Sezione Appassionati Trasporti con lo scopo di riunire gli appassionati del trasporto su rotaia.
Questa iniziativa, tra le prime in Italia, promossa da alcuni ferrovieri e che riunì anche appassionati di diversa estrazione professionale, aveva lo scopo di divulgare la conoscenza del "mondo" ferroviario, sia nel campo storico che tecnico, con manifestazione e treni speciali. L'obiettivo era quello di costituire nell'abbandonata stazione ferroviaria di Trieste Campo Marzio un centro di preservazione di materiale storico ferroviario, con il sogno di riuscire a creare un vero e proprio museo, dedicato in particolar modo alla storia del trasporto su rotaia della città e delle regioni vicine.
L'attività dei soci, tutti volontari, sostenuta dal Dopolavoro Ferroviario e con l'appoggio delle Ferrovie dello Stato, nonostante la scarsità di risorse, ottenne presto dei risultati: si cominciarono a radunare i primi rotabili storici e la S.A.T. aprì la sede sociale nei locali della stazione. 
Nonostante le difficoltà economiche, tecniche e burocratiche l'attività di raccolta di oggetti, documenti e rotabili si ampliò rapidamente, creando notevoli problemi logistici, che vennero risolti grazie alla concessione, da parte delle Ferrovie dello Stato, dei locali della stazione un tempo dedicati ai viaggiatori e dei primi due binari e relativi marciapiedi.
Il giorno 8 marzo 1984 si realizzò il sogno: l'inaugurazione del Museo, alla presenza del Ministro dei Trasporti e del Direttore Generale delle Ferrovie dello Stato. Fu un punto di arrivo per l'attività dei volontari della S.A.T. ma divenne subito un grosso impegno, vista la totale mancanza di contributi costanti nel tempo.
Nel corso degli anni la raccolta è continuata, tanto che oggi gli spazi assegnati sono insufficienti ad accogliere tutti i reperti storici raccolti in 35 anni di attività.
Oltre l'attività di accompagnamento di comitive e scolaresche, da qualche anno risulta totalmente in carico ai soci volontari anche l'apertura al pubblico del Museo.
Negli ultimi anni ci sono stati dei riconoscimenti pubblici che hanno consolidato la presenza del Museo sul territorio: 
nel 2004 il vincolo da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali sia per l'edificio della stazione che per la collezione del Museo,nel 2007 il riconoscimento da parte della Regione Friuli Venezia Giulia della qualifica di "Museo minore" di media grandezza e nel 2009 la stipula di una convenzione con il Comune di Trieste che ha inserito il Museo Ferroviario nell'ambito dei Civici Musei.

Museo Scienza e Tecnica di Milano

Museo della Scienza e Tecnologia di Milano

La collezione è esposta in un padiglione metallico proveniente dalla Fiera di Milano e destinato inizialmente ad accogliere la collezione del Volo. Nel 1967 divenne il Padiglione Ferroviario a cui venne aggiunta la ricostruzione della facciata di una stazione di fine '800. L'esposizione presenta cento anni di evoluzione del trasporto su rotaia a partire dalla seconda metà dell'800. Nel Padiglione Ferroviario sono esposti alcuni mezzi della storia del trasporto pubblico lombardo: un tram a cavalli (1885), il mitico Gamba de Legn (1909) che collegava Milano con Trezzo d'Adda e uno dei primi convogli delle Ferrovie Nord Milano. Sono inoltre presenti diverse motrici a vapore prodotte in Italia tra la fine dell'800 e la metà degli anni '30, tra cui la locomotiva a vapore con tender 691-022 (1914) e una serie di motrici elettriche in funzione fino agli anni '60.


Museo Ferroviario Piemontese

Il Museo è stato costituito nel 1978 con la legge Regionale  n. 45 , patrimonio della Regione Piemonte tutela rotabili storici quali locomotive a vapore, elettriche e carrozze esposte presso un'area espositiva a Savigliano. Grazie a molti volontari che si occupano della manutenzione e della cura del patrimonio ferroviario FS e GTT.

Particolari e numerose sono le iniziative annuali, lew rievocazioni e le visite guidate.

Sito internet www.museoferroviariopiemontese.com

 

Museo Europeo dei Trasporti - Ranco


Museo dei Trasporti Ogliari - Ranco

CAPITA RARAMENTE, nel visitare un museo,di percepire subito lo spirito che lo anima e la passione di chi lo ha realizzato. È questa la sensazione che il visitatore prova al Museo dei Trasporti di Francesco Ogliari, tra le personalità di maggior spicco della cultura internazionale, situato a Ranco, un raccolto e delizioso paese sulla sponda lombarda del Lago Maggiore.

Il pathos, la tensione della possente statua in bronzo dello scultore Arnaldo Conti, posta all’ingresso e raffigurante un uomo con le braccia allargate nello sforzo di tirare con una fune un carrello di carbone, un’immagine che quasi raffigura una croce, descrive perfettamente la filosofia del Museo: la fatica dell’uomo, una fatica non solo fisica, ma spirituale, la volontà di non fermarsi, di non arrendersi, di superare con coraggio ogni avversità, materiale o spirituale.

Nel guardare l’opera, alla quale si accompagna, nel viale di accesso alla esposizione, quella di San Francesco, realizzata dall’artista Orlando Montaguti, si intuisce inoltre la concezione della vita di Ogliari, il suo amore per l’umanità e le ragioni che lo hanno spinto a creare un affascinante viaggio nella storia.

Quando si percorrono i piccoli viali nei quali troviamo accostati, l’uno all’altro, i mezzi che hanno segnato il lungo cammino del trasporto, avvertiamo un’emozione impalpabile di stupore, di ammirazione e, allo stesso tempo, di allegria.

Le carrozze a cavalli, i fiacres, le vetture postali, le diligenze, gli omnibus, i tram, le locomotive, le funicolari, i vagoni ferroviari e delle moderne metropolitane, i treni elettrici, le insegne nelle stazioni fedelmente riprodotte come le sale d’aspetto, il suono della campanella per annunciare l’arrivo del convoglio, gli stessi perfetti manichini, realizzati con i costumi e le divise delle varie epoche per animare gli ambienti, le musiche nei buffet, tutto, insomma, accompagna la visita, come se l’ospite fosse invitato a una festa.

A differenza degli altri musei, dove opere figurative di incomparabile bellezza o reperti di valore archeologico o scientifico, pur commuovendoci per la forza creativa dell’uomo e del suo ingegno, rimangono però legati al passato, a Ranco la sensazione è dinamica, attuale, palpabile.

Non si avverte, in altre parole, l’inquietante silenzio della storia. Il passato non è chiuso in una raffigurazione visiva, sia pure di profondo significato, ma si apre fino ai giorni nostri, in un continuo divenire.

Le prime rotaie in legno nate nelle miniere per trasportare il carbone, le locomotive a vapore, gli orologi, i passaggi a livello, i carri-gru, i locali dei depositi e degli operai, le ferrovie a cremagliera, i telegrafi a nastro, i telefoni a batteria, le raccolte dei biglietti da viaggio, gli autobus, le automotrici ci parlano, mostrano con fierezza come la tecnologia, le comodità che abbiamo oggi raggiunto nel viaggiare e a cui siamo tanto abituati da non farci più caso, sono iniziate proprio da loro.

Ecco perché abbiamo parlato di una storia viva, palpabile, ottimistica. Ci siamo soffermati sui momenti emotivi suscitati visitando il Museo, anche perché una sua descrizione dettagliata risulterebbe, per quanto accurata, limitativa.

Durante le tre ore circa richieste per la visita — e con un gesto di raffinata signorilità Francesco Ogliari ha voluto che l’ingresso al Museo fosse gratuito — è un susseguirsi di sorprese: il tram a cavalli con imperiale, che nel 1876 faceva servizio da Milano al Regio Parco di Monza, con la scaletta per accedere al piano superiore dove si trovavano le panchine, quella, a due posti, riservata agli innamorati e quella su cui sedevano le vedove o il prete; la diligenza del Sempione; la locomotiva del maresciallo Cadorna per gli spostamenti sul fronte della guerra 1915 – 1918; la vettura di Giuseppe Verdi e quella di papa Pio IX, con la sala del trono, il posto di guardia e il terrazzo per la Benedizione, con tre altari per la celebrazione; la vettura delle Ferrovie Nord Milano del 1880 a quattro classi: la prima in velluto rosso, la seconda in velluto verde, la terza con le panche di legno e la quarta solo con posti in piedi; la stazione e la vettura della “linea 1” della Metropolitana milanese. Non mancano poi i motori: gli autobus, le Jeep ferroviarie americane, le biciclette, le motociclette e gli astronauti sulla Luna.

Apposite targhe poste lungo tutto il percorso museale annotano la data e il luogo di nascita delle persone che con la loro scienza adornarono il divenire dell’umanità. Un discorso a parte merita la spettacolare Città Ideale, ispirata a Leonardo da Vinci, ideata dalla genialità di Ogliari.

Un microcosmo in miniatura dei trasporti, realizzato con una imponente costruzione in cui vi sono ben due chilometri di binari, centottanta scambi, sessantaquattro treni — compresi quelli a cremagliera, — impianti a fune, autobus e filobus, quindici chilometri di rete elettrica, seicentottanta carrozze, centonovantatré locomotive e locomotori, una moltitudine di semafori e luci ogni tipo di trasporto, dai modernissimi treni della linea Tokio - Osaka, agli aerei.

Quando viene messo in funzione lo si osserva con uno stupore crescente. Una delizia per ogni genere di età. PERCHÉ, CI SI PUÒ CHIEDERE a questo punto, tanto amore per i trasporti? Il viaggio, a ben pensarci, non è soltanto una necessità.

Significa anche aver la possibilità di conoscere la vita, diverse realtà sociali, capire il modo di pensare di persone sconosciute incontrate solo per qualche ora, di ascoltare opinioni disparate, di costatare l’educazione e i gusti della gente.

Significa stare soli e in compagnia allo stesso tempo. Pensiamo alle chiacchiere da scompartimento, a volte meno futili di quanto si potrebbe credere, agli amori nati in treno e resi celebri dalla letteratura — per fare un esempio, quelli di Apollinaire — o dal cinema, come in Breve incontro, l’indimenticabile capolavoro di David Lean, in cui le note di Rachmaninov facevano da sfondo alla passione dei due protagonisti in un buffet di una stazione, nell’attesa di un treno.

Come dimenticare l’incantevole visione della Alpi svizzere attraversate da spettacolari trenini? Che dire della poesia di un tram alle prime ore dell’alba con i passeggeri assonnati che hanno appena terminato il lavoro e quelli appena svegliatisi che si accingono a iniziare la loro fatica giornaliera? Quei tram che consentono di scoprire aspetti inconsueti e luoghi dimenticati delle nostre città? Un po’ di romanticismo e di fantasia sono indispensabili in una società arida come la nostra.

L’ALTO RICONOSCIMENTO DELL’UNESCO, che ha dichiarato la volontà di iscrivere il Museo dei Trasporti di Ranco fra i luoghi che rappresentano la “Memoria del Mondo”, è la prova di quanto abbiamo scritto.

L’Italia non è la sola nazione a dover essere grata a Francesco Ogliari per quest’opera di cultura, di emozione, di umanità, così ben rappresentata dalla statua in bronzo posta all’ingresso del Museo e da ciascun pezzo della esposizione.

La memoria è, infatti, autentica cultura, sentimento; racchiude l’essenza della nostra stessa vita. Senza memoria l’esistenza diviene vuota e insignificante.

 

Paolo Grieco 
giornalista

 

Biblioteca Cesare Pozzo - Milano

Biblioteca dei Trasporti Cesare Pozzo - Milano

CesarePozzo possiede la più grande biblioteca d'Italia specializzata in politica, storia, tecnica ed economia dei trasporti. Sono presenti inoltre numerosi testi sui sindacati dei lavoratori, e sul movimento cooperativo e mutualistico, nonché una ricca sezione di storia generale. 
La biblioteca conserva complessivamente 25.000 volumi di rilevante valore storico, alcuni molto rari; 60 testate di periodici correnti e storici; più di 300 tesi di laurea.

È utilizzata da moltissimi studenti che decidono di preparare tesi di laurea o di dottorato su argomenti attinenti l'attività ferroviaria, l'attività sindacale dei trasporti, il mondo della cooperazione e della mutualità. 
Dal maggio 2004 è in corso la conversione dei dati dal sistema informativo della biblioteca al Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN). Le acquisizioni più recenti della biblioteca si trovano quindi su 
www.biblioteche.regione.lombardia.it. Da questo sito occorre fare click su OPAC SBN - Catalogo del Polo Regionale Lombardo e poi trovare nell'apposito elenco alfabetico: Cesare Pozzo - Biblioteca dei Trasporti e della Mutualità - Milano.
La sua sede è a Milano in via San Gregorio n. 48, nella storica sede della Casa del ferroviere, vicino alla stazione Centrale. 

 

Museo Nazionale dei Trasporti La Spezia

Il Museo dei Trasporti di La spezia nasce nel 1986 recuperando inizialmente mezzi urbani su rotaia e su gomma. Successivamente viene ampliato anche alla Sezione Ferroviaria con gli obiettivi di restaurare e preservare dalla demolizione materiale rotabile FS presente in Liguria, in Toscana e in Lombardia. Grazie ai volontari che garantiscono l'effettuazione di treni storici a fianco del trasporto regionale passeggeri di Trenitalia le attività del Museo e dell'Associazione vengono esaltate annualmente.

Sito internet www.museonazionaletrasporti.it

Associazione Veneta Treni Storici

Siamo un gruppo di ferrovieri in servizio e in pensione e semplici appassionati con la passione per il mondo della ferrovia.

Nel 1999 abbiamo fondato questa associazione senza scopo di lucro, apolitica e apartitica con il desiderio e la volontà di promuovere la cultura ferroviaria attraverso la salvaguardia, il restauro e la manutenzione di rotabili storici da impiegare per treni speciali e d’agenzia.

Così, certo nonsenza difficoltà, vaporiere, locomotori elettrici e carrozze dal sapore tutto retrò ma dall’indiscusso fascino sono tornate a percorrere i binari del Triveneto e i gesti di un tempo affascinano ad ogni uscita centinaia di persone.

Per poter perseguire i nostri scopi abbiamo stipulato una apposita convenzione con la DirezionePasseggeri Regionale Veneto di Trenitalia Spa.

Tutte le attività sono svolte in maniera gratuita dai soci e in stretta collaborazione con le maestranze di Trenitalia Spa.

Il nostro simbolo è il fanale a petrolio in uso un tempo sulle locomotive a vapore.

Ci chiamiamo “Musi Neri” come i ferrovieri che viaggiavano a vapore e che al termine del servizio avevano il volto ricoperto di fuliggine.

Associazione ALe 883

Nel 1994, alcuni appassionati di ferrovie si sono riuniti in Associazione, formando il "Gruppo ALe 883". Il nome "ALe 883" deriva da un gruppo di elettromotrici che per circa 40 anni ha percorso le linee ferroviarie della Valtellina. Lo scopo dell'Associazione è la diffusione della cultura ferroviara, attraverso il restauro di materiale ferroviario, sia statico che dinamico, l'organizzazione di mostre di modellismo ferroviario e di gite su treni d'epoca. La sede legale dell'Associazione è a Sondrio in Piazzale Bertacchi, presso il Dopolavoro Ferroviario mentre la sede operativa si trova a Tirano, presso la rimessa locomotive. La quota associativa è di 30 Euro annuali. Possono iscriversi tutte le persone, chi lo desiderasse puù anche collaborare attivamente alla manutenzione e al restauro dei rotabili, avvicinandosi così più concretamente almondo della ferrovia.

ATTIVITA' DEL GRUPPO

 Il Gruppo "ALe 883" è formato attualmente da una sessantina di Soci residenti in Italia e anche allíestero. Fra i soci si è creato un gruppo di lavoro formato da una dozzina di persone che collabora attivamente al restauro e alla manutenzione corrente del materiale rotabile storico assegnato alla Divisione Trasporto Metropolitano e Regionale - Direzione Regionale Lombardia. Questi lavori sono regolati da una convenzione stipulata fra le Ferrovie dello Stato S.P.A e il Gruppo stesso. La sede operativa si trova a Tirano, presso la ex Rimessa Locomotive FS, un tempo appartenente alla Ferrovia Alta Valtellina e ora ceduta in uso al Gruppo. Qui vengono eseguiti lavori di riverniciatura e piccoli interventi alle parti meccaniche. Eventuali lavori di più grande entità vengono svolti dalle FS in diverse Officine della Lombardia: Milano Smistamento, Lecco e Voghera.
Nella primavera 1999 una parte dei Soci che formano il gruppo di lavoro ha conseguito, dopo un corso teorico-pratico tenuto da Capi-Deposito istruttori delle FS, l'abilitazione all'accensione e all'accudienza delle locomotive a vapore. In questo modo si ottiene un risparmio sui costi di effettuazione di un treno a vapore. Un altro aspetto delle attività svolte, è quello dellí organizzazione di treni speciali.
Sui treni speciali, i Soci del gruppo di lavoro svolgono diversi compiti, come il servizio bar (sul bagagliaio appositamente attrezzato) o l'assistenza ai viaggiatori, con offerta di aperitivi e spuntini direttamente al posto. Un'altra attività è l'organizzazione delle giornate "porte aperte" presso la Rimessa di Tirano, dove vengono esposti i rotabili storici e cimeli ferroviari (fanali, lanterne, targhe, documenti), in parte provenienti anche dalle collezioni private dei Soci che le mettono a disposizione del Gruppo.

Un grande risultato è stato ottenuto all'inizio del 2001, con la Riparazione Speciale della 880.051, comprendente il rifacimento completo della caldaia, effettuato in soli tre mesi e mezzo a Tirano, con l'aiuto di personale specializzato FS proveniente da Firenze e Bologna.

SITO INTERNET www.ale883.it