Mostra delle Ferrovie dello Stato 1911

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Risolte, per volontà del Parlamento, per pressione di una cosidetta pubblica opinione e specialmente della classe dei ferrovieri, le convenzioni stipulate nel 1885 con le tre grandi Società ferroviarie per l’esercizio delle reti Adriatica, mediterranea e Sicula, e non accolto il consiglio di altri di stipulare, con altri criteri, nuovi contratti di esercizio, lo Stato, ha dovuto assumere l’esercizio delle vaste reti delle ferrovie, che si dicevano per autonomasia Ferrovie dello Stato.

La legge del 22 aprile del 1905 n. 137 ha sancito questa grande rivoluzione nel settore dei trasporti italiani, nell’esercizio ferroviario. Allora senza considerare il profitto o  il danno il parlamento del primo ministro Alessandro Fortis decretava :

Dal 1° luglio 1905 lo stato assunse l’esercizio :

  1. a.       Delle ferrovie di proprietà dello Stato comprese le tre reti Adriatica, Mediterranea e Sicula
  2. b.      Della ferrovia Domodossola – Iselle, Domodossola – Arona e Santhià- Borgomanero-Arona
  3. c.       Delle ferrovie Alessandra-Piacenza, Novi-Tortona, Vigevano-Milano, Torino-Pinerolo, Pinerolo-Torrepellice, Acqui-Alessandria, Mortara-Vigevano,Chivasso-Ivrea,Torreberretti-Pavia,Pontegalera-Fiumicino,Voghera-Pavia,Brescia-Cremona-Mantova, Mantova-Modena,Palazzolo-Paratico,Monza-Calolzio,concesse all’industria privata e comprese nelle reti Mediterranea e Adriatica
  4. d.      Della ferrovia Lecco- Colico convenzione 1888
  5. e.      Della ferrovia Napoli-Eboli  convenzione 1865

Alla Società Adriatica, ridiventata Società delle Ferrovie Meridionali, restava l’esercizio delle ferrovie che le erano state concesse molto tempo prima e che essa aveva costruito.

Con la legge del 22 aprile 1905, n. 429 venne provveduto a costituire un'amministrazione provvisoria per l'esercizio delle ferrovie dello Stato, mediante un comitato di amministrazione e di un direttore Generale. 

Con la legge del 22 Aprile 1905, n.429, venne provveduto si costituì un'amministrazione provvisoria per l'esercizio delle ferrovie dello Stato, mediante un comitato di amministrazione ed un direttore generale.

In seguito a lunghe ed interminabili discussioni parlamentari il 7 luglio 1907 sempre con la legge n.429 venne stabilita definitivamente l'organizzazione delle ferrovie dello Stato come amministrazione autonoma.

L'articolo 1 di questa legge dispone: "Lo stato esercita direttamente per mezzo di un'amministrazione autonoma le ferrovie da esso costruite, o riscattate e quelle concesse all'industria privata (ferrovie consorziali ed in concessione) che, per effetto delle leggi precedenti,esso deve esercitare, o di cui venga a scadere la concessione, nonchè la navigazione attraverso lo stretto di Messina.

L'Amministrazione delle ferrovie dello Stato è come detto autonoma, ma sotto l'alta direzione e la responsabilità (politica) del Ministro dei lavori pubblici e sotto il controllo (politico) della Commissione di vigilanza Parlamentare.

All'Amministrazione delle Ferrovie dello Stato sono preposti un consiglio di Amministrazione ed un Direttore Generale.

I consiglieri di amministrazione sono nove compreso il Direttore Generale che ne è il Presidente.

Fu nominato come Direttore l'ingegner Riccardo Bianchi a cui dedichiamo un capitolo a  parte per esaltarne le doti e le competenze personali di uomo di ingegno e alta capacità nel governo delle strade ferrate italiane.

Tutti i membri del consiglio furono nominati con decreto reale su proposta del Ministro dei lavori pubblici, sentito il consiglio dei ministri.

Il governo Fortis decretò l'avvento di questa iportante Amministrazione statale che con molte difficoltà riusci ad essere costituita con volontà di governo, ma con notevoli, ostacoli frutto di interessi politici ed economici.

Le convenzioni che terminavano il proprio compito avrebbero potuto essere protratte per un altro ventennio, ma la grave situazione economica delle ferrovie impose il potere pubblico.

Gli otto consiglieri vennero eletti sempre dal ministro dei lavori pubblici, due fra i funzionari superiori delle ferrovie, tre fra alti funzionari dello Stato, e tre fra cittadini non funzionari, che abbiano dato prova di alta capacità tecnica ed amministrativa.

Tra i consiglieri è da ricordare un ingegnere Gaetano Crugnola, nato a Varese le cui capacità diedero avvio all'opera di riorganizzazione delle FS. E' da ricordare di lui anche una importante ricerca , che non vide la stampa, svolta quando il Crugnola faceva parte del consiglio d'amministrazione delle Ferrovie dello Stato, su alcune specie arboree che avrebbero dovuto sostituire la quercia nella fabbricazione delle traversine ferroviarie.

Altro consigliere degno di nota fu Ernesto D'Agostino nato a Napoli il quale entrato a far parte del Consiglio di Amministrazione, introducendo premi e incentivi per il personale meritevole.

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