Albo d'Onore dei Ferrovieri dello Stato caduti per la Patria nella Guerra Italo-Austriaca MCMXV - MCMXVIII

In Memoria di Enrico Toti ed Emanuele Ferro

Medaglie d'oro al Valor militare

Lettera di Onore ai Caduti della Grande Guerra del Duce. 1923
Lettera di Onore ai Caduti della Grande Guerra del Duce. 1923
Statua Inferiore del monumento : Ai Ferrovieri caduti per la Patria 1915-1923
Statua Inferiore del monumento : Ai Ferrovieri caduti per la Patria 1915-1923

Ai Ferrovieri d'Italia

1915 - 1918 I^ Guerra Mondiale

Presentazione dell'Albo Ferrovieri Caduti per la Patria

..- La nostra classe diede alla guerra combattuta tutto quel che potè di uomini, che le esigenze stesse militari resero indispensabile lasciare molti ai propri posti di lavoro. toccò pertanto a circa sedicimila ferrovieri di ruolo, ottomila dei quali combatterono in linea, l'onore di servire devotamente la Patria con le armi, oltre a parecchie migliaia di avventizi. e ne perirono 1080, dei quali 571 sui campi di battaglia, 433 per ferite, incidenti bellici diversi e malattie contratte in zona d'operazione,36 in prigionia, 40 dispersi: un valoroso manipolo di 277 ufficiali, 47 sottuficiali,816 caporali e soldati o marinai. Questi videro tutte le gesta della lunga guerra e lasciarono in retaggio alla nostra salda compagine, che Li espresse dal suo seno di ferro, la fierezza di averla degnamente rappresentata col Loro sangue in ogni fase della contrastata Vittoria.

D'altra parte circa settantamila ferrovieri, militarizzati, furono comandati ai loro servizi tecnici speciali ed insieme coi rimanenti, non atti alle armi, affiancarono come principali collaboratori lo svolgimento di ogni azione bellica o la integrarono con la propria perfetta organizzazione nelle più complesse necessità.

La guerra mondiale trovò infatti il nostro vasto organismo ferroviario in piena efficienza tecnica e morale, del tutto preparato alla sua vitale funzione di poderosa armata sussidiaria: poichè come in tempo di pace s'incanalano per le sue arterie le correnti d'ogni attività umana, pulsa e circola in esse durante la guerra il sangue vificatore della guerra stessa.

E combatterono anche questi militi della strada ferrata le loro battaglie, nelle retrovie più immediate, come in quelle più lontane della nazione e nei mari; le combatterono con fede, con fervore, con dedizione assoluta, in intimo contatto spirituale coi fratelli delle trincee.

Ricordiamo. La mobilitazione e la radunata dell'esercito prima: un movimento gigantesco di uomini, quadrupedi,viveri, armi e munizioni compiuto infaticabilmente con precisione matematica, in pochissimi giorni, senza neppur turbare il ritmo degli scambi commerciali del Paese. Indeterminabili ed innumerevoli convogli, infiorati e canori, adducenti il più puro sangue Italico da ogni dove al suolo sacro delle rivendicazioni nazionali.

Seguirono i grandi spostamenti strategici, operati fulmineamente con segretezza assoluta alla vigilia delle maggiori azioni: memorabili sopratutto quelle dell'estate 1916, l'offensiva austriaca del Trentino e poscia prepararono la presa di Gorizia.

Le tristi giornate del 1917 segnarono per l'organizzazione ferroviaria la più colossale e dura prova di resistenza, mirabilmente superata nel raccoglimento e nel dolore. Salvare e portar via sotto la travolgente marea tutto quel che si poteva di uomini, viveri,materiale bellico e ferroviario dalle zone invase,convogliare l precipiti correnti dei profughi con le loro masserizie,e contemporaneamente provvedere agli ingenti trasporti delle truppe alleate, che incominciavano ad affluire dai confini occidentali: terribili e pur meravigliose giornate di ansia e di fede, in cui ciascuno, come incalzatoo da una febbre ardente di operosità e di volere, seppe superare sè stesso e moltiplicare le sue forze umane.

Ricordiamo ancora: la riattivazione immediata, dopo il combattimento, delle linee ferroviarie conquistate, i servizi spinti fin presso le trincee per alimentare la battaglia, i pesanti treni armati di artiglierie, celermente occorrenti alla difesa delle coste.

Ancora i lunghissimi treni ospedale irradiantisi per tutta la penisola, le giornaliere tradotte di truppe in licenza e di vettovagliamenti pel nostro fronte e per quello orientale, i grandi trasporti terrestri di carbone, alimento primario della vita industriale e della guerra provenienti dalla  Francia e condotti coi nostri mezzi fino a Marsiglia.

Ed ancora gli incessanti bombardamenti aerei o costieri dei nodi stategici o di altri importanti impianti ferroviari - si aprì la guerra il 24 maggio del 1915, col bombardamento aereo su Venezia e con quello dal mare di Ancona, dove caddero le prime vittime ferroviarie. I pericolosi servizi di navigazione mercantile, affidati all'Amministrazione ferroviaria, i quali affrontarono coraggiosamente le insidie barbariche e molte vite seminarono in fondo al mare.

A questa multiforme attività bellica i ferrovieri attesero infaticabilmente, sopportando con letizia rischi e disagi spesso paragonabili a quelli del fronte; onde ripetutamente il Comandante supremo in lusinghieri messaggi fece vivo plauso al valore di essi ed attestò del loro elevato spirito di abnegazione e patriottismo.

Furono 116 i Caduti in servizio, dei quali 101 appartenenti al personale navigante- 26 siluramenti ed affondamenti di navi, ed i restanti quasi tutti in bombardamenti di impianti ferroviari.

Di tutti i 1196 Caduti, 128 sono decorati al valor militare : 2 medaglie d'oro, 76 d'argento, 53 di bronzo,6 encomi solenni: complessivamente 137 distribuite a 96 ferrovieri ufficiali,8 ferrovieri sottufficiali,27 ferrovieri caporali e soldati, 6 naviganti.

Sono Essi gli Spiriti magni che aleggiano su noi, elevandoci e nobilitandoci con il Loro alto esempio ammonitore: sono gli Eroi, che noi adoriamo e tramandiamo all'avvenire come gli Iddii della nostra austera religione e tradizione di lavoro e di amor patrio.

Ci sovvenga qui per Tutti, con reverente e commosso sentimento d'orgoglio, dei due più grandi ferrovieri, le due medaglie d'oro:

EMANUELE FERRO, - Applicato negli uffici compartimentali ferroviari di Genova, capitano di Fanteria, traente i pochi superstiti al tenace asalto con cuor di leone e , come trasfigurato da inestinguibile fiamma divina, pugnante tutta la notte senza tregua sui trinceramenti aspramente contesi, fino a toccare insieme il bacio della Vittoria e della morte.

ENRICO TOTI, - il leggendario bersagliere romano, mutilato, volontario, simbolo vivente di una trascendente forza eroica, che più volte ferito gitta al nemico, con la gruccia e con il suo sdegno, la vita, ed ai secoli il seme fecondo di una gloria immortale: da ferroviere era stato fuochista e nel duro servizio quotidiano aveva perduto la gamba sinistra, onde la nostra famiglia rivendica l'altissimo onore di averlo in sè nobilmente temprato alla fatica ed alla rinuncia.

E chi sa quanti altri furono egualmente Eroi, ignorati perchè Loro muta offerta altro testimone non ebbe che la sublime sua bellezza interiore !

Dinanzi alla grande, imperitura memoria di Tutti inchiniamoci con mistica devozione; e nella nostra diuturna incessante missione di moto e di progresso, come nell'aspra opera ricostruttrice, che anche da noi la Patria oggi attende in nome della Vittoria, attingiamo da quella memoria, attorno all'Ara che al culto dei Caduti abbiamo elevata, i forti insegnamenti della ddisciplina, del dovere e del sacrificio.

IL Comitato d'Onore per le onoranze ai FERROVIERI DELLO STATO caduti in Guerra   11 gennaio 1923

Edoardo Torre        Commissario  straordinario per le F.S.

Luigi Alzona           Direttore generale  F.S.

Raffaele de Cornè   Ex direttore generale F.S.

 

Citazione : Albo per le Onoreficienze ai Caduti della Prima Guerra Mondiale - Ministero della Guerra ROMA 1923